Ho concluso da poco la lettura di “Il nucleare salverà il mondo” di Gwyneth Cravens (Tit. orig.: Power to Save the World: The Truth About Nuclear Energy).
Il libro mi ha fatto un’impressione migliore rispetto a quello di Chicco Testa letto un paio di mesi fa. L’autrice conduce un viaggio lungo tutta la filiera dell’energia nucleare, dalla miniera da cui si estrae il minerale di uranio fino ai depositi delle scorie nucleari. In questa ricerca è accompagnata dal Dr. D. Richard “Rip” Anderson, un esperto di rischi collegati all’energia nucleare, che risponde alle sue domande e la aiuta a comprendere cosa si nasconde dietro spiegazioni tecniche spesso oscure ai più. L’idea che in genere il pubblico ha dell’energia nucleare si basa su una serie di affermazioni che spesso non trovano corrispendenza nella realtà dei fatti, nel libro le principali obiezioni (proliferazione nucleare, impatto ambientale, effetti sulla popolazione, rischi delle centrali, scorie, etc.) sono affrontate e risolte alla luce dei fatti e dei risultati scientifici.
Come già capitato ad altri oppositori del nucleare (il succitato Chicco Testa, James Lovelock, etc. ) anche l’autrice ha dovuto rivedere i suoi preconcetti una volta approfondita la conoscenza su questa forma di energia. Di fronte ad una domanda energetica mondiale che non accenna minimamente ad arrestarsi ma anzi accellera sempre di più l’unica alternativa concreta e disponibile all’uso dei combustibili fossili (petrolio, gas, carbone) è e resterà per molti anni l’energia nucleare.
Oltre al resoconto del viaggio il libro fornisce una completa serie di riferimenti che permettono al lettore di controllare personalmente le fonti e le citazioni, un’ottima abitudine che ogni autore dovrebbe avere quando tratta argomenti importanti in maniera seria.
Comments 2
Interessante. C’è mica una disanima della disponibilità di risorse e dei tempi per avere un ritorno di investimento? Perché penso che ci sarebbe da ridere… Dissento dal titolo, comunque.
Posted 22 ott 2008 at 4:36 pm ¶Traduzione italiana del titolo è ignobile! Stravolge completamente sia il senso originale che il contenuto del libro.
Nei vari capitoli si tratta il problema dell’approvvigionamento:
- quanto uranio è disponibile e con quale prezzo;
- i metodi di estrazione con relativi rischi per il personale addetto e l’ambiente;
- l’incidenza del costo dell’uranio sul prezzo finale dell’energia prodotta;
Quest’ultimo punto è interessante, secondo le fonti citate (vado a memorià perché non ho più sottomano il libro) un aumento del 100% del costo dell’uranio aumenterebbe del 6% il costo finale dell’energia prodotta a confronto con un combustibile fossile (non ricordo se petrolio o carbone) che, con lo stesso aumento della materia prima, aumenterebbe del 32%.
L’aumento del costo dell’uranio renderebbe economicamente sfruttabile una serie di giacimenti che fornirebbero quantità enormi di combustibile fissile.
Anche il ritorno di investimento era trattato ma non ricordo i dettagli.
Se hai informazioni e/o dati più accurati/aggiornati posta che così vediamo di fare le pulci al libro.
P.S.: terrò d’occhio Akismet, se fa di nuovo i capricci fammelo sapere via mail
Posted 24 ott 2008 at 12:10 pm ¶Post a Comment