E’ passato qualche mese da quando ho finito di leggere “Torniamo al nucleare?” di Chicco Testa ma mi sono trattenuto dal recensirlo. La causa è stata una serie di dubbi sull’autore del saggio… nulla di concreto, solo una sensazione di conti che non tornano
Il libro fa il punto della situazione a circa vent’anni dal referendum sul nucleare. Di fronte al problema sempre più sentito del riscaldamento globale il nucleare viene presentato come unica vera alternativa energetica all’uso di idrocarburi e carbone. L’idea di fondo è integrare il nucleare con altre fonti energetiche ad emissioni zero per risolvere i problemi connessi all’uso dei combustibili fossili. Ma per attuare una simile rivoluzione energetica occorre riaprire un dibattito serio sul nucleare, trovare un accordo politico traversale in grado di sostenere un progetto che durerà decenni mentre alla collettività sarà chiesto di cambiare stili di vita, sistemi industriali e quant’altro per andare incontro al nuovo modello energetico.
Tutte cose condivisibili e che in ampia parte condivido
Ma resto un pò perplesso di fronte al personaggio Chicco Testa. Come presidente di Legambiente è stato promotore del referendum per l’abolizione del nucleare mentre ora, dopo vent’anni trascorsi in vari consigli di amministrazione (ENEL, Acea, Riello, etc.), lo ritroviamo a difendere strenuamente l’idea opposta. Non sono contrario al cambiare idea ma mi lascia perplesso come una persona con simili cambiamenti radicali di opinione possa ritrovarsi sempre ai vertici.
Mi ricorda un pò Francesco Rutelli (da radicale mangiapreti a presidente della Margherita) o Daniele Capezzone (da Rosa nel Pugno a portavoce di Forza Italia)….
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