Prima di partire per la Versilia sono passato in biblioteca a Cassola per recuperare un libro sui database. Mentre giravo tra gli scaffali ho scoperto uno degli ultimi acquisti: “Il matematico impenitente” di Piergiorgio Odifreddi. L’ho letteralmente divorato, tempo tre giorni e l’avevo già finito
Il libro è diviso in sette capitoli e settantasette variazioni che coprono l’Odifreddi-pensiero a 360° gradi. Erano anni che non mi sentivo così “ispirato” leggendo un libro, ogni variazione mi ha fornito spunti di riflessione ed utili riferimenti per approfondire i vari argomenti trattati.
Se siete alla ricerca di stimoli intellettuali e non temete il confronto (o lo scontro) con un punto di vista non edulcorato il mio consiglio è di leggere “Il matematico impenitente”. Temo che qualcuno potrebbe non trovarlo di suo gusto come riportato dallo stesso Odifreddi nell’introduzione “No, no, ch’io non mi pento”:
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Molti critici e lettori, non andando oltre le due sezioni precedenti [NdT: "Fatti" e "Opinioni"], giudicheranno come d’abitudine una parte per il tutto. Quelli che leggeranno avanti, potranno invece accusarmi di impenitenza anche per le successive variazioni sulla letteratura e la filosofia: in questo caso, per la reiterazione di un peccato che avrei già commesso in un mio precedente libro, Il matematico impertinente, e che va sotto il nome di “scientismo”. Il che, tradotto, significa prendere seriamente la scienza e mostrare, per contrapposizione, la futilità di certa letteratura e certa filosofia.
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